
Che cosa portare al primo incontro con il fotografo
Un'ora seduti, con i documenti sul tavolo
Un'ora seduti, e si capisce quasi tutto
Il primo incontro dura in genere un'ora. È il momento in cui decidete se affidare a una persona il racconto della vostra giornata, ed è il momento in cui noi capiamo se possiamo farlo bene. Non è una presentazione commerciale: è una conversazione con dei documenti sul tavolo.
Qui trovate che cosa portare per non sprecarla, che cosa chiedere a noi e a chiunque altro incontrerete, e quali risposte, se le sentite, vi devono far rimandare la firma.
Quando conviene fissarlo?
Appena avete la data certa. Non esiste una regola sul quanto prima: alcune date si riempiono con oltre un anno di anticipo, altre restano libere fino a pochi mesi prima, e dipende dalla stagione e dal giorno della settimana. Quello che conviene evitare è arrivarci per ultimi, dopo aver chiuso fiori, sala e bomboniere, quando ormai gli orari sono tutti fissati da altri.
Se siete ancora in fase di idee l'incontro serve lo stesso, perché si ragiona sui costi e su come cambia il servizio a seconda dell'orario della cerimonia. La fascia in cui lavoriamo, da 1.500 a 3.000 euro per il matrimonio completo, la diciamo subito ed è scritta nella pagina dei prezzi del matrimonio. Così nessuno dei due perde tempo.
Che cosa portare
Cinque cose. Nessuna richiede lavoro: sono informazioni che avete già.
La data e i luoghi
Data, chiesa o comune, sala del ricevimento. Con questi tre dati sappiamo già quanta luce avremo e quanto tempo mangeranno gli spostamenti.
La scaletta, anche in bozza
Bastano gli orari indicativi, scritti male su un foglio. È il documento da cui si capisce di più: mostra subito dove il tempo non torna.
Il numero di invitati
Cambia tutto: la durata dell'uscita, i gruppi di famiglia, la possibilità di girare fra i tavoli durante la cena.
Tre o quattro immagini che vi piacciono
Non per copiarle. Per capire se cercate un racconto o una serie di ritratti costruiti, che sono due lavori diversi e costano tempo diverso.
Il budget vero
Detto ad alta voce, senza imbarazzo. Un fotografo serio ci lavora dentro oppure vi dice che non ci sta, e in mezz'ora vi ha risparmiato due mesi di giri.

Che cosa vi chiediamo noi
Le nostre domande sono poche e sempre le stesse. Chi si prepara dove. Se ci sono nonni o parenti anziani da fotografare presto. Se qualcuno in famiglia non vuole essere ripreso. Se ci sono situazioni delicate che è meglio sapere prima invece che scoprire sul posto.
Poi chiediamo che cosa vi aspettate di guardare fra vent'anni. C'è chi risponde «l'abito» e chi risponde «la faccia di mio padre». Sono due servizi diversi e cambiano dove ci mettiamo durante la cerimonia.
Infine guardiamo insieme la giornata ora per ora. È la parte più noiosa e la più utile: da lì escono il numero di operatori, l'orario di arrivo e le voci in più. Quel foglio diventa poi la scaletta del matrimonio con gli orari definitivi.
Quali domande fare a qualsiasi fotografo?
Chiedete di vedere un matrimonio intero, non dieci scatti scelti. Dieci buone fotografie ce le ha chiunque; il punto è quante ne restano buone lungo una giornata di dodici ore. Nel portfolio trovate la nostra selezione, divisa per luogo; un servizio completo, dal primo dettaglio dei preparativi all'ultimo ballo, ve lo mostriamo al primo incontro.
Chiedete chi verrà davvero il vostro giorno. In molti studi chi vi riceve non è chi scatta. Il nostro è un team piccolo e ve lo nominiamo in fase di preventivo; la selezione finale e la post-produzione le segue Luciano personalmente, ed è una differenza che si vede nell'insieme più che nella singola foto. Il modo di lavorare, passo per passo, sta in come lavoriamo.
Chiedete che cosa succede se il fotografo si ammala, che cosa comprende esattamente il prezzo, in che forma vi arrivano le fotografie, se il ritocco riguarda tutte le immagini o solo quelle scelte. Le risposte vaghe sono un dato: se non ve lo sanno dire adesso, non lo sapranno dire nemmeno a giugno.
E chiedete dove si leggono i pareri di altri sposi. Le nostre 168 recensioni, con una media di 4,81 su 5, stanno su Matrimonio.com e le raccogliamo nella pagina recensioni, con il link alla fonte: i pareri si controllano, non si raccontano.
Tre risposte che devono mettervi in allarme
Se le sentite, non vuol dire che il fotografo sia disonesto. Vuol dire che dovete chiedere ancora.
«Il contratto lo facciamo più avanti»
Il contratto si firma quando si versa l'acconto. Deve dire data, orari, numero di operatori, che cosa viene consegnato e in che forma. Prima di quello non avete prenotato niente.
«Vi consegno tutti i file e scegliete voi»
Sembra generosità, spesso è assenza di selezione. Scegliere è il lavoro più lungo e meno visibile: consegnare tutto il girato è la scorciatoia.
«Il prezzo lo vediamo alla fine»
Un preventivo si scrive prima, per iscritto, con dentro le voci comprese e quelle escluse. Chi non lo fa non vi sta lasciando libertà: vi sta lasciando nel dubbio.
Che cosa esce dal primo incontro
Alla fine dell'ora non vi chiediamo di decidere. Vi lasciamo, o vi mandiamo nei giorni successivi, un preventivo scritto: le ore di copertura, quanti operatori, che cosa è compreso e che cosa no, come e in che forma arrivano le fotografie. È un foglio che potete confrontare con altri, ed è fatto apposta per quello.
Se poi decidete di andare avanti, la data si blocca con il contratto e l'acconto, non con una stretta di mano. Finché non c'è la firma la data resta disponibile per tutti: non è rigidità, è l'unico modo corretto di trattare anche le altre coppie che stanno chiedendo lo stesso giorno.
Da lì in avanti il lavoro comincia davvero, e comincia molto prima delle nozze: si costruisce la giornata insieme, si sceglie dove si scatta, si decide a che ora si esce per i ritratti.

Domande frequenti sul primo incontro
L'incontro si può fare a distanza?
Sì, in videochiamata, ed è normale per chi vive fuori. Di persona però si vedono gli album stampati, che su uno schermo non si giudicano: carta, peso, rilegatura. Se siete in zona conviene passare in studio a Trani almeno una volta prima di firmare.
Bisogna portare qualcosa di scritto?
Bastano data, luoghi, orari indicativi e numero di invitati. Se avete già una bozza di scaletta portatela: in dieci minuti si capisce se la giornata regge o se qualcosa va spostato.
Il primo incontro è impegnativo?
No. Si guardano i lavori, si parla della vostra giornata e si esce con un preventivo scritto. La data si blocca solo con contratto e acconto, quindi fino a quel momento siete liberi di sentire altri e confrontare.
Conviene incontrare più fotografi?
Sì, due o tre. Confrontare serve, purché confrontiate le stesse cose: ore di copertura, numero di operatori, che cosa è compreso, in che forma arrivano le fotografie. Due preventivi con cifre diverse spesso non stanno parlando dello stesso servizio, e la differenza si legge nelle voci, non nel totale.
Fissiamo il primo incontro
In studio a Trani o in videochiamata. Scriveteci o chiamate lo studio, e portate la data, i luoghi e la scaletta anche in bozza.





