
Perché i preparativi dello sposo meritano le loro foto
La metà che si taglia per prima
Il pezzo che salta sempre per primo
Quando si stringe la scaletta o il budget, la prima cosa che salta sono i preparativi dello sposo. Il ragionamento è sempre lo stesso: si mette una giacca, cosa vuoi fotografare.
È un errore di prospettiva. In quella mezz'ora c'è metà della vostra storia: la vostra famiglia, gli amici di sempre, il padre che sistema il nodo della cravatta. Nell'album quelle pagine si vedono, e quando mancano si vede anche quello: il racconto parte a metà, con una sposa che esce di casa e uno sposo che compare già pronto in chiesa.
Che cosa si fotografa nei preparativi dello sposo?
Meno cose che dalla sposa, ma non poche. I dettagli sono pochi e precisi: le fedi, l'orologio, i gemelli, le scarpe, il fiore all'occhiello, la lettera se ce n'è una.
Poi ci sono i gesti: il nodo della cravatta o del papillon, la giacca che qualcuno tiene aperta da dietro, la rasatura finale, il primo bicchiere con i testimoni. Sono azioni brevi e vengono male se si mettono in posa. Non chiediamo di recitare, chiediamo di rallentare.
E poi c'è la parte che nessuno prevede: gli amici. Nella stanza dello sposo si ride più che in quella della sposa, e le foto che restano sono quasi tutte di quei minuti lì.
Trenta minuti, spesi così
La mezz'ora che serve, divisa in quattro
Dieci minuti di dettagli
Fedi, orologio, gemelli, scarpe, cravatta, profumo. Raccoglieteli in un posto solo la sera prima e diventano dieci minuti invece di venti.
Dieci minuti di vestizione
Camicia, cravatta, gilet, giacca, con qualcuno accanto: il padre, il testimone, il fratello. Sono le foto che poi si guardano.
Cinque minuti con gli amici
Il brindisi, la battuta, il gruppo prima di uscire. Una foto sola, fatta bene, non otto uguali con le stesse facce.
Cinque minuti fuori
Un ritratto in strada, nel cortile o sul portone, dove la luce è quasi sempre migliore che dentro casa.

Il problema vero è la stanza, non lo sposo
Le camere degli sposi sono quasi sempre peggio di quelle delle spose: tapparelle abbassate, una lampadina gialla al centro del soffitto, il letto disfatto e tre borsoni per terra. La luce si aggiusta, il disordine costa tempo.
Bastano due mosse: alzate le tapparelle e liberate il lato della stanza vicino alla finestra. Se la casa è buia ci spostiamo su un balcone, in un corridoio con una porta a vetri o direttamente in strada. Un muro di pietra o un portone valgono più di un salotto.
L'altra cosa che chiediamo è di non essere già vestiti. Lo sposo pronto da un'ora, seduto sul divano con la giacca addosso, è la fotografia che non useremo.
Si possono fotografare entrambi se il fotografo è uno solo?
Sì, ma va deciso prima. Se le due case sono vicine si lavora in sequenza: prima lo sposo, poi la sposa, con un margine per lo spostamento. Se sono lontane, o se gli orari si sovrappongono, un fotografo solo non può stare in due posti e qualcosa resta fuori.
In quel caso servono due operatori: è il modo in cui è costruito il pacchetto Smart Wedding, pensato per coprire foto e video in due a un prezzo vantaggioso. La fascia in cui lavoriamo per il matrimonio completo resta quella dichiarata, da 1.500 a 3.000 euro: quello che cambia è come si distribuiscono le ore, e lo trovate nei prezzi del servizio fotografico.
Sull'altra metà della mattina, tempi compresi, abbiamo scritto una guida a parte: i preparativi della sposa.
L'attesa in chiesa è la seconda parte dei preparativi
C'è un momento che appartiene solo allo sposo: i minuti prima che arrivi la sposa. In piedi all'altare o sul sagrato, con la madre accanto e le mani che non stanno ferme. Quel volto non torna più per tutta la giornata.
Se saltate i preparativi a casa, quello resta l'unico ritratto vero dello sposo di tutto il matrimonio. Non è poco, ma è tardi: lì è già cominciata la cerimonia e non si torna indietro a raccogliere quello che manca.
Per questo, quando ci chiedete di tagliare qualcosa, proponiamo di tagliare altrove. La logica con cui distribuiamo le ore della giornata sta nella pagina su come lavoriamo al matrimonio.

E se lo sposo non vuole essere fotografato?
Capita spesso ed è normale. Quasi nessun uomo è a suo agio davanti a una macchina fotografica, tanto meno la mattina presto e con addosso una tensione che non ammetterebbe mai.
Il rimedio non è convincerlo, è non chiedergli niente. Si fotografa quello che sta facendo: allacciarsi le scarpe, guardare il telefono, ridere con il testimone. Dopo dieci minuti smette di accorgersi di noi, e da lì in poi la giornata è in discesa.
Chi vuole arrivare più preparato può fare un servizio prematrimoniale: un'ora davanti all'obiettivo prima del matrimonio toglie l'imbarazzo dei primi scatti, e il giorno delle nozze la macchina non è più una novità.
Domande sui preparativi dello sposo
Quanto tempo serve per i preparativi dello sposo?
Di solito bastano trenta minuti, quaranta se ci sono gli amici e un ritratto fuori casa. È molto meno di quanto serve alla sposa e per questo si incastra facilmente nella mattina.
Vale la pena se lo sposo si prepara a casa dei genitori?
Sì, spesso è anche meglio. In casa dei genitori ci sono le persone e gli oggetti che raccontano qualcosa, in una stanza d'albergo c'è solo una stanza d'albergo.
Che cosa devo preparare prima?
Fedi, orologio, gemelli, scarpe, cravatta e fiore all'occhiello in un unico posto, e le tapparelle alzate. Sono due minuti la sera prima e ne fanno risparmiare dieci la mattina dopo.
Serve un secondo operatore solo per i preparativi?
Non sempre. Serve se le due case sono lontane o se gli orari si sovrappongono. Se sono vicine, un fotografo solo copre entrambe in sequenza senza correre.
Diteci dove si prepara ciascuno di voi
Con i due indirizzi e l'ora della cerimonia vi diciamo se basta un fotografo o se conviene essere in due.





